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Fame vera e fame emotiva: come distinguerle?
Quella fastidiosa sensazione nella gola e nello stomaco, quell’urgente voglia di qualcosa di buono… sarà fame vera o solo noia? Vediamo come capirlo.

Tutti abbiamo sentito parlare di fame emotiva: e quante volte ci siamo chiesti se quella voglia di dolce, quel buco nello stomaco fossero vera fame o semplice noia? Non sempre è facile distinguere le due cose, soprattutto perché la fame emotiva può essere a volte ancora più pressante di quella vera, instillandoci la voglia e l’urgenza di spegnerla subito con il cibo. È però importante riuscire a riconoscere la diversità dei due stimoli, non tanto per questioni legate all’aspetto fisico esteriore quanto piuttosto per mantenere abitudini alimentari salutari. 

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La fame, quella vera, ci serve per nutrirci; la fame emotiva, al contrario, ci serve per calmarci. Il cibo, soprattutto quello poco salutare (non a caso detto “comfort food”) aiuta spesso a placare il nervosismo, ad attenuare la stanchezza, a lenire la depressione: gli effetti però durano poco, molto poco, ed è poi subito il turno del mal di stomaco, del rialzo del colesterolo, del grasso in eccesso. 

Quando consumiamo cibi come la pizza, le patatine fritte o i dolci attiviamo il sistema di ricompensa del cervello e ci sentiamo effettivamente più calmi e sereni; spesso però, passata questa fase, affiorano anche i sensi di colpa che ci fanno di nuovo stare male. Il rischio è di cadere in una sorta di spirale negativa, un circolo vizioso. 

Come distinguere la vera fame dal bisogno emotivo? Alcune caratteristiche dei due stimoli possono aiutarci. 

La fame vera… 

  • Compare gradualmente: non ha un picco improvviso ma aumenta con il passare delle ore. 
  • Ci dà la possibilità di scegliere come soddisfarla perché non è troppo pressante, soprattutto nelle prime ore. 
  • Ci spinge a cercare cibi nutrienti e dall’elevato potere saziante come pasta, carne e verdure. 

La fame emotiva, invece… 

  • Compare all’improvviso. È una situazione sgradevole quanto urgente: sentiamo un forte bisogno di mangiare per placarla. 
  • È governata dalla mente, non dallo stomaco: potrebbe sorgere dopo aver pensato a un certo cibo o dopo averlo visto. 
  • Spinge a una dieta fatta di comfort food: la scelta degli alimenti non ricade sempre su quelli più sazianti. A volte, anziché prepararsi un piatto di pasta, ci si abbuffa di patatine e snack. 

Una volta riconosciuto il tipo di fame che abbiamo, è importante capire come gestirlo. Quando si tratta di vera fame, non c’è nessun problema: la natura ci guida verso le scelte migliori; quando si ha la fame emotiva, invece, bisogna fare qualche sforzo in più. 

La migliore strategia per tenere sotto controllo la fame emotiva è ignorarla, non passivamente bensì in modo attivo, dedicandosi cioè ad attività utili a neutralizzarla. La strategia migliore in assoluto è uscire e fare una passeggiata, perché il movimento riesce quasi sempre a spegnere subito la sensazione di fame. Se non ci si può muovere una strategia altrettanto efficace risiede nella meditazione, una capacità che però va allenata. Se tendi ad avere spesso la fame emotiva in ufficio, provare un corso di meditazione per imparare le giuste tecniche può essere molto utile.



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