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Come uscire da una relazione tossica
Liberarsi da una relazione malata non è facile, proprio perché una delle sue caratteristiche è la tendenza, nonostante numerosi segnali di malessere, a proseguire nella speranza che qualcosa cambi, perché sono presenti dei maccanismi profondi, di cui spesso non abbiamo consapevolezza, che ci spingono a restare, nonostante razionalmente ci rendiamo conto che sarebbe meglio andar via.

Si sa, nessuna relazione d’amore è perfetta, capita a tutti di affrontare alti e bassi, ma quando i bassi superano di gran lunga gli alti, o pur cambiando atteggiamenti, ci troviamo davanti agli stessi meccanismi ed errori, è possibile che ci troviamo di fronte a un “amore malato”.

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Per uscirne è importante imparare ad identificare gli atteggiamenti dannosi che ne fanno parte e che minacciano il nostro benessere. Il problema è che mettere un punto non è sempre facile, inoltre, idealizzare l’altra persona ci fa credere che i suoi comportamenti siano normali o che possa cambiare.

Lungi dall’essere reale, mantenere una relazione tossica produce solo un logorio emotivo che può avere gravi conseguenze.

Per tale ragione, sebbene accettarlo faccia male, la cosa migliore da fare è armarsi del coraggio necessario e riconoscere che ci sono dei problemi.

Ci sono delle caratteristiche che ci indicano che una relazione è malata, eccone qualcuna:

I litigi sono costanti e piuttosto che avere una funzione costruttiva, hanno una funzione distruttiva, che non permette cioè alla coppia di evolversi. Il rapporto diventa simmetrico, ovvero una lotta continua tra i due componenti della coppia, per avere il potere, piuttosto che negoziarlo e talvolta, scambiarselo.

Nella coppia di verifica una complementarità rigida, in cui uno riveste sempre il ruolo di vittima e l’altro di carnefice, spesso senza rendersene conto, ognuno con il proprio comportamento, rinforza quello l’altro.

Sono presenti forme di violenza fisica e/o psicologa, da parte di uno o entrambi i membri della coppia, negando e eludendo il rispetto per se stessi e per l’altro.

Tutta la propria vita è impostata sulla relazione di coppia, arrivando a trascurare il lavoro, gli amici, la famiglia e se stessi in funzione del proprio partner.

La nostra autostima dipende da ciò che il partner pensa, sminuendo il proprio modo di essere e pensare ed esaltando quello dell’altro, per esser ben voluti e accettati.

È presente la convinzione di poter cambiare l’altro, e le proprie energie sono continuamente focalizzare nel raggiungere questo obiettivo, ma sarà inutile perché mentre possiamo cambiare noi stessi, sarà impossibile farlo sull’altro, che invece andrà accettato per come è.

La paura di stare da soli crea una dipendenza emotiva che impedisce alla vittima di uscire da una situazione che la fa soffrire.

Nella relazione sono presenti comportamenti di manipolazione che spingono uno dei due componenti della coppia, a fare quello che l’altro vuole, spesso anche contro i propri principi e volontà, senza rendersene conto.

Si usano metodi di ricatto emotivo, economico o familiare.

Cosa fare per uscire da una relazione tossica?

Il primo passo è quello di imparare a riconoscere che c’è un problema e che la relazione non dà felicità; ciò è determinante per prendere una decisione definitiva. In caso contrario, la “benda dell’amore” impedirà di raggiungere il proprio benessere.

La paura è una delle barriere più alte quando qualcuno vuole uscire da una relazione tossica. Aver paura di ciò che potrebbe succedere poi ci fa credere, almeno per un periodo di tempo, che sia meglio non mettere fine alla relazione.  Tuttavia, sebbene il futuro sia incerto, sconfiggere la paura è l’unico modo per superare questa situazione.

Quando sussiste la possibilità di dialogo, la cosa migliore da fare è limitare le discussioni. Arriva un momento di “disintossicazione”, in cui occorre evitare qualsiasi emozione negativa. Dunque, quando si vuol mettere un punto e a capo, bisogna anche evitare qualsiasi tipo di contatto, cercando appoggio esterno.

Sentire che ci sono altre persone vicine aiuta a superare la paura, la tristezza e ogni tipo di confusione che deriva da quanto si è vissuto.

Aver condiviso molto tempo e diverse esperienze con l’altra persona può generare un sentimento di sofferenza o tristezza una volta che la relazione si conclude. Tuttavia, ciò fa parte del processo di superamento ed è normale viverlo per poter accettare la nuova situazione.

Spesso, dopo una relazione tossica, l’amor proprio e la fiducia in sé vengono pesantemente intaccati. Per questa ragione è fondamentale dedicarsi del tempo

e lavorare sull’autostima. Concentrarsi su progetti propri, fare esercizio e circondarsi di persone positive sono modi di lavorare sull’autostima.

È importante imparare a stare da soli e non rimettersi subito in un altro rapporto, il rischio è quello di non elaborare correttamente la separazione e coprire il dolore con una nuova esperienza vitalizzante, spostando l’attenzione su altro e impedendosi di sentire il dolore, attraversarlo e superarlo.

Imparare a stare da soli, ci permetterà di scoprire tante cose su di noi, come soddisfare i nostri bisogni e coltivare la propria autostima, piuttosto che delegare questa funzione all’altro, così da imparare a stare con l’altro, non per il bisogno dell’altro, ma per il piacere di stare insieme.

Solo dopo aver imparato a volerci bene, e aver capito che una relazione di coppia è basata sul piacere di stare con l’altro, e non sul bisogno dell’altro, saremo pronti per una nuova relazione.



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