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Fidanzarsi con una femminista è meglio?
Femminismo e romanticismo non sono in contraddizione: sembra infatti che le femministe siano potenzialmente inclini a rapporti di coppia più stabili e duraturi. Si va dicendo, insomma, che in amore il femminismo non guasta.

Si hanno ancora molti pregiudizi sul femminismo e su chi, donna ma anche uomo, aderisca a questo movimento che poi è diventato un modello di pensiero. Il femminismo sostiene e rivendica la parità sociale, economica e politica dei sessi, partendo dal dato oggettivo che le donne sono sempre state discriminate nei loro diritti, contrariamente agli uomini.

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L’idea che il sesso biologico condizioni in modo predeterminato le scelte di vita e le opportunità di sviluppo personale ha sempre permeato le società passate, fino ai giorni nostri, quando si è iniziato a ravvisare nel concetto di “identità di genere” uno strumento di salvaguardia della dignità personale partendo da una precisa identità sessuale.

Il termine femminismo ha sempre avuto nell’immaginario collettivo una connotazione negativa, essendo visto come un fenomeno “sovversivo” dei ruoli sociali e familiari precostituiti; anche in materia sentimentale quindi una donna femminista viene percepita spesso come l’antitesi della femminilità e del romanticismo, una donna mascolina alla quale i canoni di bellezza e seduzione non si addicono. La femminista perciò, dotata di indipendenza psicologica e di pensiero, è sempre stata una sorta di spauracchio per l’uomo che l’ha sempre guardata con diffidenza ed etichettata nello status di “single” che riassume un po’ il vecchio concetto di “zitella”.

È pur vero che molto spesso il femminismo, come fenomeno di autodeterminazione femminile, ha assunto posizioni integraliste ponendosi come l’esatto contrario del maschilismo, polarizzando su di sé l’attenzione e rischiando di diventare suo malgrado uno stereotipo: la donna come vittima e l’uomo come lupo cattivo da cui difendersi.

Una recente ricerca ribalta entrambi i pregiudizi arrivando a sostenere, da una serie di parametri presi in considerazione, che la coppia composta da una lei o un lui femminista sono le più felici e durature: la donna femminista non disdegna dolcezze e romanticherie verso il partner, l’uomo femminista supporta la partner nella relazione e sostiene il suo ruolo anche nel mondo del lavoro. Il maschio che non si senta minacciato dall’indipendenza emotiva ed economica della donna, agevola e rasserena psicologicamente la partner parificando i ruoli.

Ora proviamo a metterci nei panni di una femminista e ipotizzare concretamente quali potrebbero essere i vantaggi, per parte maschile, nel fare coppia con lei:

  1. La sua indipendenza emotiva potrebbe favorire una scelta del partner più consapevole, meno dettata dall’interesse a “sistemarsi”.
  2. Potrebbe sì pretendere molto dall’uomo ma riuscire anche a dargli il giusto sostegno in virtù del fatto che si ritiene alla pari.
  3. Il fatto di avere molta autonomia di pensiero potrebbe rendere il rapporto stimolante e intellettualmente vivace.
  4. Contrariamente a certi luoghi comuni potrebbe investire anche sulla propria esteriorità, apprezzare l’estetica per essere una donna attraente
  5. In quanto femminista potrebbe vivere il sesso in maniera libera e gioiosa

A vederla così, fidanzarsi con una femminista non è poi così male…per il grado di serenità della coppia, per una grande capacità di dialogo, per una vita sessuale soddisfacente, per l’indipendenza affettiva: tutto ciò è teso al raggiungimento nel quotidiano di una concreta parità di genere che poi altro non sarebbe che la faccia buona dell’amore.



 Commenti (1)
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  1. sottileconfine, Roma (Lazio)
    Diffido di tutti i suffissi "ISMO", non di meno del femminismo. L'idolatria che di esso si fa o si è fatta, distorce la realtà, ideologizzandola e arrivando persino ad avvelenare i rapporti interpersonali. Se così non fosse anche la domanda iniziale che l'articolo pone non avrebbe ragion d'essere. Detto in atri termini, chi è incline per cultura, carattere, personalità al bene e all'amore nel privato, non può e/o non dovrebbe mutare le sue naturali tendenze per aver abbracciato un movimento pubblico che potrebbe fargliele negare.


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