Le città d’estate sono veri e propri forni. C’entra anche il traffico?
Sempre più studiosi stanno analizzando la correlazione tra il traffico e le temperature troppo alte delle città.
La differenza di temperatura tra città e campagna è ben nota e facilmente spiegabile, in inverno come in estate. Gli edifici producono calore, così come l’asfalto colpito dal sole, e la carenza di verde impedisce la protezione dai raggi più caldi. Le case alte, vicine le une alle altre, riducono la circolazione di vento. In estate, lo shock che si prova tornando dalle vacanze è intenso: in campagna, in montagna il calore è presente ma sopportabile; in città sembra di non poter respirare.
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Molti studiosi si pongono il problema dell’eccesso di calore nelle città e si impegnano per cercare soluzioni. Il problema, infatti, non è trascurabile: ogni estate ci sono cittadini che hanno malori, mentre altri si chiudono in casa con il condizionatore acceso, e si sa che questi elettrodomestici inquinano molto, oltre ad alzare anche la temperatura esterna.
Si sa che l’inquinamento, prodotto in grande quantità nell’ambiente cittadino, è responsabile sul lungo periodo di parte del riscaldamento globale. E le auto contribuiscono non poco. Ma gli studiosi, finora, non avevano la possibilità di verificare se anche il traffico alzasse, nell’immediato, il calore nelle strade. Oggi le cose stanno cambiando: diversi esperti, in diverse città, hanno provato a misurare il “contributo” delle automobili.
Secondo uno studio realizzato a Manchester, il traffico aumenta la temperatura dell'aria di circa 0,16°C in estate e fino a 0,35°C in inverno. Sembra poco, ma anche piccole variazioni sono importanti nell’insieme. Il corpo umano è più sensibile al calore di quanto crediamo; se si parte da una temperatura già alta, persino un piccolo aumento può risultare fiaccante per soggetti fragili e sensibili.
È interessante notare che gli studiosi di tutto il mondo stanno indagando il ruolo delle auto in movimento, ma anche di quelle parcheggiate. Uno studio condotto a Lisbona ha rilevato che un veicolo fermo, in condizioni ambientali di circa 36°C, può aumentare la temperatura addirittura di 3,8°C rispetto all'asfalto vicino. Per quanto questo fenomeno si verifichi solo nei pressi della macchina, è facile immaginare che una fila di auto ferme possa scaldare un’intera strada.
La riduzione del traffico ha un impatto notevole sull’ambiente cittadino. Durante le olimpiadi di Pechino del 2008 gli studiosi hanno misurato la temperatura superficiale di diverse strade, dimostrando che la riduzione del traffico imposta dai giochi aveva diminuito il calore tra 1,5 e 2,4°C.
Cosa ce ne facciamo di tutte queste informazioni? Poco, certo: le decisioni spettano a persone molto più in alto di noi. Non sempre possiamo permetterci di lasciare la macchina in garage e, se viviamo in strade trafficate, non possiamo traslocare per tutta l’estate. Sembra però che il passaggio graduale ai veicoli elettrici, più performanti, possa ridurre l’afa; inoltre ai politici spetta la pianificazione di più aree pedonali, la creazione di più viali alberati, l’aumento dei servizi pubblici. Molti architetti stanno progettando tetti “verdi” e edifici che includano vegetazione, per esempio, sui muri. Speriamo bene per il futuro.